“In Afghanistan ho trovato il senso vero della mia professione”

“Nei nostri ospedali riusciamo a fare sanità vera, di eccellenza, aperta a tutti. Insomma, si torna agli albori della nostra professione”.

Paola Carmignola, infermiera di Emergency, ha incantato con la sua testimonianza il pubblico che oggi pomeriggio, 13 febbraio, ha affollato la sala dell’Auser di Rovigo.

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Paola Carmignola, infermiera di Emergency, con Mauro Boniolo, coordinatore

E’ la storia di un’infermiera di Treviso che una decina di anni fa, emozionata dalla lettura di “Pappagalli verdi” di Gino Strada ha scelto di studiare, formarsi e partire per portare la propria professionalità al servizio di chi ha più bisogno.

Scoprendo che un’esperienza in un paese vittima della guerra e della povertà significa innanzitutto imparare quasi da zero. E riportare nel proprio paese nuove conoscenze.

L’ultima missione di Paola è stata nel Panshir afghano, nel centro maternità di Emergency che fa nascere centinaia di bambini ogni mese. Oltre ad assistere i pazienti, Paola ha formato gli infermieri locali. “Un compito impegnativo, che richiede di dover spiegare anche concetti che diamo per scontati. Ma è un compito molto importante, perché crea cultura e sviluppo locale”.

Prima di partire, Paola ha letto, approfondito e studiato per essere pronta ad affrontare il nuovo contesto. “Lì ho scoperto che, nonostante tutto, non sapevo nulla dell’Afghanistan. Non si può pensare di generalizzare in un paese con 56 etnie“.

Non resta che lasciare da parte i cliché: “La condizione delle donne, ad esempio, varia da famiglia a famiglia. E anche il burka è un problema secondario. Il vero problema per molte donne è dare da mangiare ai propri figli. L’unica cosa che possiamo fare è entrare in punta di piedi, integrarci con la comunità locale, che è anche l’unica strategia per operare in sicurezza”.

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Il ritorno in Italia non è indolore. “In Afghanistan con Emergency riusciamo a fare sanità d’eccellenza senza burocrazia, carte, informatizzazione. Torniamo agli albori, al vero senso della nostra professione”. In Italia è paradossalmente tutto molto più complesso. “Il nostro centro in Panshir ha quattro servizi di pronto soccorso, in grado di accogliere numeri di pazienti che farebbero saltare in aria un ospedale in Italia. Lì tutto funziona alla perfezione e con grande calma”.

Emergency è presente in Afghanistan dal 1999 e gestisce tre centri in tre diverse aree del paese, serviti da decine di punti di primo soccorso e cliniche. In Panshir ha anche un centro di maternità, in fase di ampliamento, che offre aiuto sanitario alle donne e fa nascere circa 500 bambini ogni mese.

L’incontro è stato organizzato dal gruppo Emergency di Rovigo in collaborazione con l’Auser “Città delle Rose”.

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