In 200 per ricordare che i diritti sono di tutti

Davvero non ce l’aspettavamo, così tante persone in piazza per il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Sarà che in questo periodo i diritti universali non sono così di moda, la solidarietà pare diventata un reato e il rispetto per gli altri esseri umani una debolezza da biasimare. Sarà, insomma, che c’era voglia di ricordare che invece i diritti umani sono ciò che spetta a chiunque, al di là di ogni differenza: il diritto a rimanere vivi, il diritto a vivere dignitosamente, il diritto a potersi esprimere liberamente, il diritto a studiare, lavorare, amare, pregare.

Eravamo almeno duecento persone, che non sono affatto poche per la piccola e quieta Rovigo. C’era chi faceva parte dei promotori – a livello locale, oltre a Emergency, il gruppo Amnesty di Rovigo, Voci per la Libertà e la Caritas diocesana di Adria-Rovigo, ma c’erano molti a rappresentare altre organizzazioni che hanno voluto esserci: Legambiente, il Centro Documentazione Polesano, il Centro Francescano di Ascolto, le cooperative Porto Alegre e Di Tutti i Colori, la Fionda di Davide, la Cgil, la Cisl, l’Anpi. E poi moltissimi cittadini senza bandiere, che semplicemente avevano voglia e forse bisogno di esserci.

Facendo esercizio di cinismo, come va di moda oggi, si potrebbe dire: a cosa è servito? Certo, non a cambiare il corso della storia, per il momento. Perché le piazze vanno ascoltate e basta sfogliare i quotidiani per rendersi conto che le 80 piazze di Emergency, Amnesty, Caritas, Oxfam e Action Aid hanno meno attenzione mediatica (e politica) della piazza torinese riempita dai “Sì Tav”.

E’ servito a ritrovarsi, a fare un pezzetto di strada assieme, a ricostruire l’entusiasmo che in questi anni si è andato spegnendo. Non è affatto poco, perché l’entusiasmo, la collaborazione, la fiducia nel futuro sono i materiali con cui si può provare a costruire un progetto per fronteggiare la deriva di un paese e di una società sempre che qualcuno vorrebbe fondare invece su cattiveria, passività, indifferenza e cinismo.

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